Andrea Baranes, O la borsa o la vita

 

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Di «sostenibilità» si parla ovunque: in ogni dichiarazione, in ogni discorso, in ogni accordo. Anche e soprattutto in ambito economico, è quasi impossibile trovare banche che non vantino la propria sostenibilità e la propria «attenzione all’ambiente»: le stesse banche, però, continuano a finanziare l’industria dei combustibili fossili con centinaia di miliardi di dollari l’anno.
Questo paradosso (ma forse è meglio chiamarlo inganno) è alla base del nuovo libro di Andrea Baranes, uno dei più lucidi critici della finanza. In O la Borsa o la vita vengono svelate le contraddizioni di un sistema che si prefigge il massimo profitto nel minore tempo possibile e allo stesso tempo si sbraccia per dichiarare la propria compatibilità ecologica. È oramai assodato che per mantenere il riscaldamento globale entro limiti accettabili la gran parte delle scorte note di combustibili fossili vanno tenute sottoterra: ma le quotazioni di Borsa delle maggiori imprese del settore dipendono proprio da quante scorte potranno essere estratte e bruciate.
Mantenere gli impegni sul clima potrebbe avere ripercussioni molto pesanti sui mercati finanziari, e tra tutelare le borse o proteggere la vita i governi e le istituzioni sembrano avere imboccato la strada del disastro climatico. Il merito di O la Borsa o la vita non è solo di aiutarci a comprendere i meccanismi che ci stanno conducendo verso un’apocalisse annunciata, ma anche di additare i responsabili e di mettere in campo possibili soluzioni e alternative: impegnandoci, per evitare il peggio c’è ancora – poco – tempo.





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